Gli ospiti del FCF2019 si presentano…

 
 

Jacopo Larcher

IT
Nato e cresciuto in Alto Adige, ho mosso i primi passi “verticali” all’età di dieci anni, in palestra, dove la sensazione di libertà che ho provato scalando mi ha affascinato a tal punto da decidere di investire tutte le mie energie in questo sport, accorgendomi ben presto che gli sforzi venivano ripagati.

Dopo due anni dagli inizi, sono entrato casualmente in contatto con il mondo delle competizioni, classificandomi secondo nella mia gara di esordio. Incoraggiato dall’esito positivo, ho dedicato anima e corpo all’agonismo, vincendo per diversi anni i circuiti nazionali giovanili, nelle specialità Boulder e Lead, e gareggiando anche fuori dallo Stivale come membro della Nazionale Italiana. La vittoria del Campionato Italiano Assoluto Boulder 2010 rappresenta uno dei miei risultati più significativi e anche un giro di boa, perché subito dopo ho scelto di abbandonare l’universo agonistico.Spinto dal desiderio di affrontare nuove sfide, il mio interesse si è spostato verso le diverse sfaccettature dell’arrampicata, passando dalla scalata tradizionale alle vie lunghe, dall’ice climbing alle spedizioni. Non è stato semplice lasciarsi alle spalle le origini, quindi le gare e l’arrampicata sportiva, ma ero determinato a rimettermi in gioco: quel momento ha segnato per me un nuovo inizio, era giunta l’ora di testarmi in condizioni più severe e stimolanti.Le ultime avventure intraprese mi stanno spronando a perseverare nelle mie attuali passioni: intendo viaggiare alla ricerca della mia linea perfetta, con il sogno di aprire, in una zona remota della Terra, una via capace di riassumere il percorso intrapreso come arrampicatore. È un sogno ambizioso, che spero di realizzare seguendo la mia filosofia “l’unica costante è il cambiamento”: per maturare come persona e scalatore, nello sport come nella vita, non bisogna temere di uscire dalla propria zona di comfort.

EN
Born and raised in Alto Adige, I took my first “vertical” steps in the gym at the age of ten. I was instantly addicted to the sense of freedom climbing gave me and immediately decided to pour all my energy into the sport. I realized early on that all of my hard work was paying off.
Two years down the road, I was introduced by chance to the world of competitive climbing. I actually came in second in my first ever competition. Emboldened by how good I did, I put my heart and soul into competing and managed to come in first for a number of years at the Italian Youth Championship and Youth Italian Cup, in both lead and boulder disciplines. I also competed abroad as part of the Italian National team. Winning the Italian Boulder Championship in 2010 was an important achievement for me but also a major turning point in my life, because it was then that I decided to step away from the competition circuit. Driven by the desire to take on new challenges, my interests shifted from traditional climbing to other types of climbing: multi-pitch routes, ice climbing and expeditions. It was not easy for me to leave my roots, i.e. competing and sport climbing, but I knew the time had come for me to explore more challenging things. This marked a new beginning for me, a time for me to put myself to the test in more extreme and exhilarating conditions. My latest adventures have given me the drive to push forward in what I am yearning to do: I want to travel the world to find my perfect way; my dream is to open, in a remote area of the Earth, a route capable of summing up a climber’s journey. I hope to achieve this crazy dream by following my philosophy of “the only constant in life is change”: to mature as a person and climber, in sport and in life, you must never be afraid of leaving your comfort zone.


  

  

Denis Urubko

IT
Appassionato sin da giovane al teatro e alla recitazione, nel 1993, a vent’anni, mi sono trasferito in Kazakistan per arruolarmi al gruppo sportivo militare.
Nel 1999 ho incontrato Simone Moro e Mario Curnis durante l’ascesa dei cinque “settemila della Russia” (Snow Leopared), un’impresa che sono riuscito a completare in 42 giorni
Con Moro nel 2000 salgo il mio primo 8000mt (Everest); da quel momento iniziò un periodo di intense spedizioni in Himalaya che mi portarono a scalare tre ottomila nel 2001, due nel 2002 e altri due nel 2003.
In queste ascensioni non ci limitiamo alle rotte normali, ma saliamo anche nuove rotte, in prima invernale (Makalu e GII) o in stile alpino.
Nel 2009 ho completato l’ascesa dei quattordici ottomila senza ossigeno, con l’apertura di una nuova via sul muro sud-est di Cho Oyu con Boris Dedeshko, l’ascensione che ci ha fatto guadagnare il Piolet d’Or Award.
Il completamento della compagnia dei quattordici otto mila non diminuisce il mio interesse per l’Himalaya: nel 2010 ho aperto una variante da Colle Sud su Lhotse e nel 2011, insieme a Simone e Cory Richard, abbiamo realizzato la prima invernale del Gasherbrum II.

EN
As a young boy, my main passions were the theater and acting. When I was twenty years old (1993) I moved to Kazakhstan to join the Central Army Sports Club.
I met Simone Moro and Mario Curnis in 1999 while climbing the Snow Leopard peaks (i.e. 5 peaks over 7,000 m located in the former Soviet Union). I completed the challenge in only 42 days.
I climbed my first 8,000-meter peak (Everest) in 2000 with Moro; that was the start of a period of extremely challenging expeditions in the Himalayas. I climbed three 8,000-meter peaks in 2001, two in 2002 and another two in 2003.
These climbs were not limited to taking the regular routes, but also discovering new routes in alpine style, completing the first winter ascents (Makalu and Gasherbrum II).
In 2009, I managed to climb all 14 eight-thousanders without supplemental oxygen, opening a new route via the southeast face of Cho Oyu, alongside Boris Dedeshko, for which we were awarded with the Piolet d’Or.
Having reached the summit of all 14 eight-thousanders has not diminished my interest in the Himalayas. In 2010, I established a new route to Lhotse from South Col and in 2011, I completed the first winter ascent of Gasherbrum II together with Simone and Cory Richards.