Gli ospiti del FCF2019 si presentano…

 
 

Jacopo Larcher

Nato e cresciuto in Alto Adige, ho mosso i primi passi “verticali” all’età di dieci anni, in palestra, dove la sensazione di libertà che ho provato scalando mi ha affascinato a tal punto da decidere di investire tutte le mie energie in questo sport, accorgendomi ben presto che gli sforzi venivano ripagati.

Dopo due anni dagli inizi, sono entrato casualmente in contatto con il mondo delle competizioni, classificandomi secondo nella mia gara di esordio. Incoraggiato dall’esito positivo, ho dedicato anima e corpo all’agonismo, vincendo per diversi anni i circuiti nazionali giovanili, nelle specialità Boulder e Lead, e gareggiando anche fuori dallo Stivale come membro della Nazionale Italiana. La vittoria del Campionato Italiano Assoluto Boulder 2010 rappresenta uno dei miei risultati più significativi e anche un giro di boa, perché subito dopo ho scelto di abbandonare l’universo agonistico.Spinto dal desiderio di affrontare nuove sfide, il mio interesse si è spostato verso le diverse sfaccettature dell’arrampicata, passando dalla scalata tradizionale alle vie lunghe, dall’ice climbing alle spedizioni. Non è stato semplice lasciarsi alle spalle le origini, quindi le gare e l’arrampicata sportiva, ma ero determinato a rimettermi in gioco: quel momento ha segnato per me un nuovo inizio, era giunta l’ora di testarmi in condizioni più severe e stimolanti.Le ultime avventure intraprese mi stanno spronando a perseverare nelle mie attuali passioni: intendo viaggiare alla ricerca della mia linea perfetta, con il sogno di aprire, in una zona remota della Terra, una via capace di riassumere il percorso intrapreso come arrampicatore. È un sogno ambizioso, che spero di realizzare seguendo la mia filosofia “l’unica costante è il cambiamento”: per maturare come persona e scalatore, nello sport come nella vita, non bisogna temere di uscire dalla propria zona di comfort.


  

  

Denis Urubko

Appassionato sin da giovane al teatro e alla recitazione, nel 1993, a vent’anni, mi sono trasferito in Kazakistan per arruolarmi al gruppo sportivo militare.

Nel 1999 ho incontrato Simone Moro e Mario Curnis durante l’ascesa dei cinque “settemila della Russia” (Snow Leopared), un’impresa che sono riuscito a completare in 42 giorni

Con Moro nel 2000 salgo il mio primo 8000mt (Everest); da quel momento iniziò un periodo di intense spedizioni in Himalaya che mi portarono a scalare tre ottomila nel 2001, due nel 2002 e altri due nel 2003.

In queste ascensioni non ci limitiamo alle rotte normali, ma saliamo anche nuove rotte, in prima invernale (Makalu e GII) o in stile alpino.

Nel 2009 ho completato l’ascesa dei quattordici ottomila senza ossigeno, con l’apertura di una nuova via sul muro sud-est di Cho Oyu con Boris Dedeshko, l’ascensione che ci ha fatto guadagnare il Piolet d’Or Award.

Il completamento della compagnia dei quattordici otto mila non diminuisce il mio interesse per l’Himalaya: nel 2010 ho aperto una variante da Colle Sud su Lhotse e nel 2011, insieme a Simone e Cory Richard, abbiamo realizzato la prima invernale del Gasherbrum II.